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E’ in libreria “Lo sconosciuto”, il secondo capitolo della saga noir, edita dalla LFA Publisher, ambientata presso il commissariato di Castellamare di Stabia e creata dalla penna di Daniela Merola. Per l’occasione, la kokeshi blu ha intervistato l’autrice per scoprire cosa attenderà il commissario Basilio in questo nuovo e spiazzante capitolo.

 1. Daniela, come nasce “Lo Sconosciuto”?

Lo sconosciuto nasce subito dopo l’uscita del primo capitolo “I giorni del cobra”. Nella mia mente c’è l’idea di una mini saga noir dedicata al commissariato di Castellammare di Stabia e quindi, mentalmente, il filo conduttore della storia non si è mai spezzato e andato avanti con una nuova intuizione, nel mentre osservavo tre gemelli che sono miei vicini di casa. Li conosco da anni e noto come il rapporto fra loro, ad occhi esterni, può risultare incomprensibile. Da lì, l’idea dei gemelli dizigoti Di Loggia che si intrecciano con la vita del commissario Basilio. Naturalmente mi sono dovuta informare sui vari tipi di gemelli, omozigoti, eterozigoti e in questo caso dizigoti. La vicenda si svolge intorno questo trio di amici che la vita allontana e avvicina. Poi è accaduto il suicidio programmato delle gemelle Kessler e lì ho capito che la mia idea poteva funzionare.

2. Il Commissario Basilio torna protagonista. Cosa troveranno di nuovo i lettori in questo personaggio?

Troveranno ancora un Manuele ambizioso e preparato, molto concentrato sugli obiettivi, ma anche più umano, sensibile, preso in contropiede dalla compagna Lina e dal temibile Procuratore capo Veronica Grassi.

3. Castellammare di Stabia è ancora una volta il cuore della storia. Quanto conta l’ambientazione nei tuoi romanzi?

L’ambientazione è molto importante, è un personaggio vero e proprio, rappresenta uno scenario perfetto. D’altronde Castellammare non lascia indifferenti ed io la rendo protagonista attiva dell’indagine e delle dinamiche dei personaggi.

4. Nel libro il tema del doppio sembra essere molto presente. È così?

Assolutamente sì. Il doppio in letteratura è l’espressione della dualità umana e della scissione dell’identità. Esplorato fin dall’antichità, il tema si manifesta attraverso l’alter ego, le ombre, i gemelli, le personalità nascoste, incarnando le parti inconsce delle persone. Questo noir ne è pieno di figure doppie, oltre ai gemelli, pensiamo a Lina Passaro, al Procuratore stesso, al panettiere Tommaso Longo, a Bernardo Costanzo, al testimone, il macellaio Samuele Todaro. Ho molto giocato con questi personaggi, mai effettivamente limpidi. Se pensiamo all’antichità, cito come espediente comico il Sosia di Plauto, nel suo Anfitrione, nel romanticismo gotico Lo strano caso del dottor Jekyll e Mr Hyde, nel novecento Il fu Mattia Pascal di Pirandello, come scissione dell’io inconscio.

5. Cosa rende Lo Sconosciuto diverso dagli altri thriller?

Lo sconosciuto è stato scritto con l’intento di andare oltre i miei limiti narrativi, un’ulteriore sfida con me stessa, e ho cercato di raccontare una storia che vive sul filo dell’ambiguità e della verità che non sarà mai assoluta, ma solo in parte raccontata. Come in tutte le verità, quella di questo noir non sarà mai chiarita del tutto. Il dubbio sui vari personaggi resterà fino alla fine. Ecco, di diverso ha l’intenzione mia di caricare la suspense ulteriormente e renderlo disturbante.

6. C’è un personaggio a cui sei particolarmente legata? Sicuramente Basilio, perché evolve insieme ai romanzi. Ma devo ammettere che anche i personaggi più oscuri mi affascinano molto: spesso sono quelli che custodiscono le ferite più profonde.

Ma io adoro i cattivi, chiamiamoli così, gli enigmatici e manipolatori Todaro, Longo, Dioniso Maugeri, senza dimenticare il personaggio a cui tengo molto, ossia Matteo Di Loggia. Chi era costui?

7. Qual è stata la parte più difficile nella scrittura del romanzo?

Scrivere un noir credibile è complicatissimo e la mia difficoltà è stata non farmi perdere di vista questo punto fondamentale. E poi chi ha ucciso chi, realmente tra i due gemelli. È subito evidente che c’è qualcosa che non quadra, ma cosa? Tenere vivo l’interrogativo è stato difficile assai.

8. Che emozione vorresti lasciare ai lettori dopo l’ultima pagina?

Vorrei lasciare ai lettori l’emozione che la vita è un viaggio spesso crudele e che forse bisogna godersela di più e fare meno errori possibili.

9. Stai già lavorando a un nuovo progetto?

Ovviamente, sto già scrivendo il terzo capito, il cui titolo è già all’interno dello Sconosciuto, e che non dico qui. Quando c’è l’idea bisogna coglierla subito. È quel filo che non si interrompe e di cui ti dicevo prima. E poi sto scrivendo un romance con una tematica importante qual è il body shaming, la discriminazione estetica che le donne subiscono, specie sui social. Un’altra sfida per me.

10. Perché i lettori dovrebbero leggere Lo Sconosciuto?

Perché è affascinante, è coinvolgente, perché i personaggi sono tutti in evoluzione e ti lasciano col dubbio di chissà cosa altro combineranno. Il doppio che è il tema di questo noir.

Dal blog della kokeshi, è tutto. Per ora…

Auguriamo a Daniela Merola il meglio. Al prossimo sogno di carta, lettori!

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