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Non è soltanto un libro, ma un atto di responsabilità civile. Con La Memoria di Carta, Lino Zaccaria firma il 39° titolo della collana “I Sorsi” della Giannini Editore e affida alle pagine di un agile volumetto una riflessione che riguarda l’intera città: la difesa dell’Emeroteca-Biblioteca Tucci, scrigno di documenti e coscienza storica di Napoli.

Il libro, presentato presso The Spark Creative Hub, il 24 febbraio, si apre con una dichiarazione che è già programma narrativo: «La storia dell’Emeroteca-Biblioteca Tucci è una storia lunga ormai quasi centoventi anni. Ed è una storia che nasce in maniera del tutto singolare, sulla scorta di un evento di cronaca giudiziaria senza del quale, probabilmente, nulla sarebbe accaduto».

Zaccaria ricostruisce le origini dell’istituzione intrecciando cronaca e memoria, con un focus sul celebre processo Cuocolo del 1907, definito «il primo maxi-processo della storia italiana». La nascita dell’Emeroteca, ricorda l’autore citando una ricostruzione giornalistica, avviene quasi per caso: «Fu la camorra, ebbene sì, che per eterogenesi dei fini contribuì alla nascita del Sindacato dei corrispondenti e dell’Emeroteca-Biblioteca».

Fu in quel contesto che maturò l’esigenza, da parte dei cronisti, di organizzarsi e dotarsi di uno spazio comune dove riunirsi, confrontarsi e lavorare. Uno spazio operativo, quasi emergenziale, pensato per coordinare il lavoro di cronaca e consultare documenti. Ma proprio da quella funzione pratica prese forma qualcosa di più duraturo. I giornalisti iniziarono a conservare copie dei quotidiani, atti processuali, ritagli stampa, creando un primo nucleo documentario che nel tempo si sarebbe ampliato grazie a donazioni e acquisizioni.

È questa evoluzione spontanea, che Lino Zaccaria ricostruisce con il rigore del giornalista di razza e la passione del raffinato scrittore, a renderne affascinante la genesi: non un’istituzione pensata a tavolino, ma un presidio nato dalla pratica quotidiana del mestiere.

Da qui prende forma un racconto che è insieme archivistico e sentimentale. Il lettore attraversa idealmente scaffali ideali colmi di rarità: dagli almanacchi settecenteschi agli scritti su Garibaldi e la Rivoluzione francese, a vere perle bibliografiche come il De architectura di Vitruvio (edizione del 1521) o volumi stampati a Venezia nel Quattrocento. Non mancano raccolte sulla Shoah e sul nazismo, suddivise «in fonti e testimonianze», né un imponente epistolario con firme che hanno attraversato la storia italiana.

«La Tucci è una miniera», scrive Zaccaria. Ed è una miniera che rischia di essere dispersa.

Il cuore del libro, infatti, non è soltanto la ricostruzione storica ma l’urgenza del presente. L’Emeroteca, oggi sede anche del Sindacato dei giornalisti, è stata negli ultimi tempi al centro di un dibattito pubblico legato alla possibilità di sfratto e chiusura. In questo senso La Memoria di Carta assume il valore di un gesto politico nel senso più alto: difendere la memoria come bene comune.

Il volume si arricchisce dell’intervista a Salvatore Maffei, figura chiave nella cura dell’archivio, e mantiene uno stile divulgativo coerente con la collana: testi brevi, tascabili, accessibili anche ai più giovani, con l’obiettivo dichiarato di riavvicinare alla lettura e alla consapevolezza storica.

La Memoria di Carta si legge come una guida affettuosa al monumento della carta stampata e, al tempo stesso, come un appello accorato alla città. Non è un’operazione museale: è un invito a riconoscere nella conservazione degli archivi un atto di civiltà.

In un tempo in cui la memoria sembra smaterializzarsi nei flussi digitali, Zaccaria ricorda che la storia passa anche – e ancora – dalla carta. E che difenderla significa difendere noi stessi.

L’autore: Lino Zaccaria, cronista della memoria

Storica firma de Il Mattino per oltre quarant’anni, Lino Zaccaria appartiene a quella generazione di giornalisti cresciuti tra redazioni affollate e archivi polverosi, quando la verifica delle fonti passava fisicamente dalle pagine ingiallite dei quotidiani. La sua lunga esperienza professionale si riflette in questo libro: rigore documentario, attenzione alla fonte, ma anche una partecipazione personale che non scivola mai nella nostalgia. Ha pubblicato, tra l’altro, Giornalista, manuale per la preparazione all’esame di idoneità professionale, 2010, Simone Editore; L’aquilotto insanguinato. Vita, avventura e morte di Corradino di Svevia, Graus Edizioni. Nel 2022 ha pubblicato con Graus “Elena Ferrante, chi è costei”. Con la Giannini ha già pubblicato “Contessa carità” nella collana dei Sorsi.

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