
GAETA – Si è svolta presso la Biblioteca Comunale del Comune di Gaeta, la presentazione del libro “Ci sto io”. L’evento culturale ha offerto una straordinaria occasione per riflettere sulla storia locale, intrecciando le microstorie di una famiglia italiana con le grandi pagine della geopolitica del Novecento, a partire dallo storico legame tra la città di Gaeta e la comunità del Montenegro.
A moderare l’incontro, la giornalista e blogger Eleonora Belfiore che ha aperto i lavori con un vibrante omaggio a Gaeta, definita come un “porto dell’anima e custode di destini”, capace da sempre di trasformare le ferite della storia in ponti di solidarietà, accoglienza e amore.
Un momento di particolare intensità è stato dedicato al ricordo di Maria Sofia di Baviera, l’indimenticata sorella dell’Imperatrice Sissi. Il moderatore ne ha tratteggiato la figura di eroina indomita, la “Regina Soldato” che proprio sui bastioni di Gaeta, durante il tragico assedio del 1860-1861, dimostrò un coraggio e una dignità fuori dal comune, curando i feriti sotto il fuoco dei cannoni.

Il cuore del reportage storico si è poi spostato sul focus centrale dell’opera: il profondo connubio tra Gaeta e il Montenegro, nato originariamente dai vertici reali con il matrimonio tra Vittorio Emanuele III ed Elena del Montenegro, ma fattosi “carne e sangue” proprio tra le mura gaetane tra il 1919 e il 1922. È stato ricordato l’incredibile matrimonio collettivo del 1919, quando la città divenne il rifugio della Legione Montenegrina in esilio e di oltre mille profughi, cementando un’amicizia che ancora oggi unisce i due popoli e che trova continuità nel gemellaggio ufficiale tra Gaeta e l’antica capitale reale montenegrina, Cetinje. Ed è da questa pagina storica che Antonella De Rosa riparte, per chiudere un cerchio, per riscoprire le proprie origini. Nel segno di una donna indomita. Olga.
Il dibattito con l’autrice ha permesso di esplorare come il volume e la linea tutta al femminile di una famiglia caparbia e che ha sempre anticipato i tempi. Antonella De Rosa accompagna il lettore attraverso i ricordi della propria famiglia e intrecciando esperienze personali, emozioni e oggetti capaci di conservare la memoria.
Particolare spazio è dedicato anche al mondo delle bambole e delle Barbie, una passione dell’autrice che nel libro diventa parte integrante del racconto e della sua personale ricerca del tempo passato.
Ci sto io – Tra le mani la memoria, nel cuore mia madre è dunque un libro sulla memoria, ma anche sull’amore: quello che continua a esistere, a trasformarsi e a trovare nuove forme anche quando una persona non è più fisicamente accanto a noi.

