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Tra i grandi nomi, gli ospiti internazionali e le produzioni più attese, il Napoli COMICON continua a custodire uno spazio prezioso e necessario: quello dedicato agli artisti locali. È qui che il festival cambia ritmo, dove il racconto si fa più intimo, più diretto, più autentico.

Gli stand degli artisti indipendenti non sono soltanto luoghi espositivi, ma veri e propri presidi culturali, in cui prende forma un Sud che non si arrende, che continua a creare, a reinventarsi, a trovare nuove strade espressive anche dopo momenti di crisi e trasformazione.

Tra queste realtà, colpisce per delicatezza e coerenza il lavoro di Yuki Art Lab, laboratorio fondato da Chiara, artista presente presso il Padiglione 1 – Area Young della Mostra d’Oltremare. Da oltre quindici anni racconta, attraverso le sue creazioni, un personale immaginario ispirato al Giappone.

Il nome stesso del laboratorio — Yuki, “neve” in giapponese — restituisce già la chiave di lettura del suo lavoro: ogni creazione è unica, irripetibile, proprio come un fiocco di neve.

A raccontarlo è la stessa artista: «Il mio logo è un fiore di sakura, perché la parola “Yuki no Hana”, che significa fiocchi di neve, si traduce letteralmente con “fiori di neve” e richiama alla mente i petali dei fiori di ciliegio che, come neve, cadono, ricoprendo tutto con il loro candore.»

Dopo la pandemia, il percorso di Chiara ha conosciuto una nuova fase, una rinascita che si riflette nella cura e nella varietà dei suoi lavori. Tra argille polimeriche, carta washi, origami, kokeshi e piccoli amuleti ispirati alla cultura giapponese, ogni oggetto diventa un frammento di racconto, un ponte tra mondi lontani e sensibilità contemporanee. Non si tratta semplicemente di artigianato, ma di un linguaggio visivo che intreccia tradizione e interpretazione personale, memoria e ricerca.

Avvicinarsi a uno stand come quello di Yuki Art Lab significa entrare in uno spazio sospeso, dove il gesto creativo conserva ancora qualcosa di profondamente umano: il tempo, l’attenzione, la dedizione. Ed è forse proprio qui, tra queste presenze silenziose ma tenaci, che il Napoli COMICON rivela una delle sue dimensioni più autentiche: non solo una vetrina, ma un luogo di incontro tra storie, percorsi e identità che continuano a evolversi. E a resistere.

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